GOSPEL A POMBIO CON GLI HORA NONA GOSPEL SINGERS-NON SOLO NERO
E così l'abbiamo avuto anche noi, il concerto di Sant'Ambrogio.
La nostra "Scala", anzi il nostro Teatro degli Arcimboldi è stata la
chiesa di Pombio, affollatissima sabato 7 per il concerto degli
"Hora Nona Gospel Singers", giovane ed entusiasta complesso
piemontese. Una serata già festosamente natalizia. Il gospel,
come molti sapranno, è una versione più vivace e più "cittadina"
del genere musical-religioso dei negro-spirituals, che tanto ha
influito sull'evoluzione musicale degli ultimi due secoli. Non solo
il jazz, e in qualche caso il classico, ma addirittura la musica
"leggera" vi ha attinto a piene mani: e infatti, tra i brani in programma
sabato sera c'era una canzone degli U2. Da noi si ricorda soprattutto
Mahalia Jackson, che rese popolare il genere qualche tempo fa.
Molti hanno del gospel un'immagine soprattutto visiva, come ha
ricordato uno degli "Hora Nona": omaccioni neri che si agitano in
lunghi camicioni su un palcoscenico, ("O suore" ha risposto il pubblico,
pensando a Sister Act). In questo caso, dai camicioni verde e porpora
spuntavano facce e mani bianche, quelle di Tiziana Vitrano, Eleonora Contaldi,
Michela Merano, Federica Vitrano, Rossana Magnasco, Fabrizio Griffa,
Claudio Lombardo e Beppe Serafino. Un po' timorosi all'inizio: il genere
"incontrerà"?... Incontra, incontra: l'hanno dimostrato gli applausi e anche
qualche commento sussurrato alle nostre spalle: "ma sono formidabili...".
"Gospel" vuol dire "Vangelo" (God-spell, parola di Dio). E "vangelo" vuol
dire "lieto annunzio". Questi ragazzi, come del resto hanno dichiarato,
intendevano soprattutto trasmetterci gioia: non solo con la musica,
ma con il sorriso, i gesti, l'entusiasmo che li anima. Si tratta di preghiera,
ma di una preghiera che coinvolge tutto l'essere, voce, corpo, movimento.
E pubblico. Con la guida di uno dei solisti anche il pubblico ha cantato in
coro in un volonteroso inglese o in italiano per il ritornello dell'Adeste
Fideles (O come all ye faithful) e ha dimostrato di saper battere le mani
anche in controtempo. Del resto Voghera conta ottimi cantori di spiritual,
come ben sa chi segue queste cronache. Un'ultima precisazione: "Hora Nona"
è ovviamente l'ora della morte di Gesù in croce. Croce e gioia: questo è il
cristianesimo. La gioia del Natale è esplosa a fine concerto con un
"White Christmas" per solisti e pubblico cantato davvero da tutti.
Buon Natale ragazzi.
And may all your Christmases be white.
Elena Cristina Bolla
GIORNALE DI VOGHERA - 12